Guido Lodovico Luzzatto
  Nato a Milano il 7 novembre 1903 da Luisa Sanguinetti e Fabio Luzzatto, entrambi di famiglia ebraica, primo di quattro fratelli (Gina, nata nel 1904, naturalista, Dino, nato nel 1906, avvocato del lavoro, e Lucio, nato nel 1913, avvocato e parlamentare negli anni ‘60 e ’70), Guido Lodovico Luzzatto è stato uno studioso e critico d’arte raffinato, un commentatore politico acuto. La sua formazione letteraria si compì sostanzialmente nel colto ambiente familiare e fu coronata da una tesi di laurea sulla pittura di Giotto, maturata seguendo a Roma le lezioni di Adolfo Venturi ma discussa a Milano nel 1925 con Paolo D’Ancona. Vicino alla cultura riformista di Turati e Treves, dopo il 1926 fu spesso a Parigi, a contatto con il gruppo dei fuoriusciti italiani oltre che con pittori come Chagall, Foujita, Kisling. Figlio di uno dei pochi docenti universitari che non giurarono nel 1931, antifascista della prima ora, privilegiò tre ambiti di studio e di scrittura: la politica, l’ebraismo, la storia dell’arte.